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Interrogazione sullo stato del Pronto Soccorso di Carate

Vi riportiamo il testo della nostra interrogazione sullo stato e le prospettive future per il pronto soccorso cittadino: 

 

Premesso che:
- l'emergenza sanitaria legata al Covid ha drammaticamente rilevato criticità già
presenti nel Servizio Sanitario lombardo, tradizionalmente forte in ambito
ospedaliero, ma inadeguato sul fronte territoriale
- il depauperamento dell'assistenza territoriale e lalogica concorrenzialetra
ospedali privati e pubblici sono tra i più gravi errori commessi dalle Giunte
Regionali di Lombardia, che hanno governato ininterrottamente dal 1995 ad oggi
Considerato che:
- proprio in questi giorni in Consiglio Regionale si voterà il testo di riforma del
Servizio Sociosanitario regionale
- è notizia della scorsa settimana l'allarme lanciato dal Sindacato Funzione
Pubblica della CGIL Monza Brianza per lo "stato di salute" dell'Ospedale di
Carate, in merito a " gravi carenze " nel reparto di Chirurgia e in Pronto
Soccorso, per il quale si rincorrono voci di chiusura, nonostante le rassicurazioni
di facciata e nonostante i recenti lavori di ristrutturazione
Rilevato che
questi sono argomenti di PRIMARIO INTERESSE per la cittadinanza intera
INTERROGHIAMO il SINDACO per CONOSCERE :
- con riferimento al percorso di Riforma della Sanità Regionale, se e a quali
iniziative previste ha partecipato ( per esempio, incontri tra Conferenza dei
Sindaci e ASST ) e quali istanze del nostro territorio abbia portato
- se si è interessato per comprendere le ragioni per le quali a Carate non è stata
prevista una Casa della Comunità o un Ospedale di Comunità ( come invece è
previsto a Giussano )
- se si è attivato per conoscere quale attenzione e considerazione di importanza
avrà il nostro Presidio Ospedaliero caratese all'interno della Riforma Sanitaria
Regionale, e se saranno previsti finanziamenti ed implementazioni del personale
medico
- se e quali iniziative sono state prese ( o si intenda prendere...) a sostegno del
Pronto Soccorso e dell'intero Presidio Ospedaliero di Carate, viste le ormai
conosciute, croniche e preoccupanti difficoltà e le loro ricadute sui cittadini.

L'intervento del nostro Capogruppo sul Giornale di Carate sul progetto della maggioranza per il parcheggio a Costa Lambro: "Quel Parcheggio, per noi, rimane un vero scempio"

L'intervento del nostro Capogruppo sul Giornale di Carate di questa settimana riguardante il progetto della maggioranza Veggian, bocciato dalla soprintendenza, per un nuovo parcheggio per la scuola elementare di Costa Lambro.

"Gentile Direttore,

leggo sul vostro giornale l’intervento del Consigliere di frazione Sanvito sul parcheggio per le Scuole di Costa Lambro, e mi rendo conto che è necessario chiarire prima di tutto ai cittadini quale sia la posizione del PD sull’argomento.

Il Sindaco infatti afferma che il PD ha votato in Consiglio Comunale a favore dell’opera, confondendo - io penso intenzionalmente - anche gli stessi consiglieri di frazione. Il PD in Consiglio Comunale ha votato una delibera che riguarda solo l’acquisizione gratuita dell’area necessaria per la realizzazione dell’opera. Nell’iter non è mai stato discusso il progetto che la Giunta ha poi portato avanti in totale autonomia e presentato – come sempre – ai giornali e non al suo Consiglio nel mese di agosto. Dopo averne preso visione (sui giornali), nell’ultimo consiglio comunale io l’ho definito “estremamente impattante in termini ambientali”, ma poiché questa forma espositiva educata non viene a quanto pare pienamente compresa dall’Amministrazione ora preferisco dire che si tratta di un vero e proprio scempio, un parcheggio da supermercato che deturperà in modo irreversibile un bellissimo scorcio del nostro paese. Su quest’opera, così impattante, il PD non è d’accordo né mai lo sarà.

Deve essere chiaro a tutti che la realizzazione del parcheggio come ora proposto è responsabilità unica dell’Amministrazione Comunale, e invito i Consiglieri di maggioranza a favorire il ripensamento della stessa, cominciando dal Consigliere Nava, oggi capogruppo di Forza Italia, che agli esordi di questa Amministrazione ebbe a dire che essa avrebbe operato per realizzare il bello. Gli chiedo ora dove stia il bello in quest’opera, non a caso oggetto di seri rilievi da parte della Sovrintendenza. 

Ricorderei peraltro che già nel mio intervento in occasione dell’approvazione dell’acquisizione dell’area ebbi anche a dire che noi pensiamo che l’ampliamento del parcheggio serve, ma prima occorre aprire sul futuro della Scuola di Costa Lambro, una scuola che quando la frequentavo io contava circa 125 alunni di cui probabilmente 120 residenti nelle due frazioni che la raggiungevano a piedi o in bicicletta. Ora la maggioranza dell’utenza viene da fuori frazione, e anche i residenti portano a scuola i figli in automobile. Sappiamo che nei prossimi anni avremo un ulteriore calo dell’utenza, che già può essere interamente servita nei due plessi di Carate. Invitavo a questa riflessione, e lo faccio ora con maggior forza: se per mantenere una scuola che non ha futuro dobbiamo compromettere in modo irreversibile la bellezza che accoglie chi sale a Costa Lambro valutiamo ora e subito, prima di procedere, se non sia piuttosto il caso di pensare già dal prossimo anno a non avviare qui la nuova classe prima operando per la una progressiva chiusura della scuola. L’edificio potrà essere recuperato ad altre funzioni pubbliche, che non necessitano di un parcheggio; il bilancio del Comune ne trarrà dei vantaggi e noi eviteremo di realizzare un’opera che deturpa un paesaggio di pregio per essere utilizzata non più di trenta minuti due volte al giorno, che finirebbe con l’essere del tutto inutile se la Scuola dovesse poi essere comunque chiusa.

Mi consenta infine, Direttore, di usare questo spazio per esprimere la mia solidarietà al Consigliere Sanvito che è stato duramente attaccato dal Sindaco in quanto mio “simpatizzante” per aver espresso la propria opposizione all’opera nel Consiglio di Frazione. E’ inaudito che un Sindaco affronti il confronto di merito con un cittadino, che in questo caso gli porta un’opinione ampiamente condivisa dai residenti nella frazione da lui rappresentati, in ragione delle sue amicizie. Di Roberto Sanvito tutti a Costa Lambro conoscono l’indipendenza di pensiero, e non c’è dunque bisogno che sia io a ribadirla. Certo è invece che un Sindaco deve ricorrere a simili argomenti nel relazionarsi con un cittadino dimostra di essere il primo ad avvertire la debolezza delle proprie ragioni. "

Comunicazione Consiliare sul ritardo con cui il comune di Carate ha fornito le liste elettorali al comitato promotore del Referendum sulla legalizzazione della Cannabis

La nostra posizione, espressa dal nostro consigliere Federica Baio, riguardo al ritardo con cui il comune ha inoltrato le liste elettorali al comitato promotore del referendum sulla legalizzazione della cannabis:

"Come riportato dal comitato promotore, dalla stampa e da molti cittadini, il nostro comune non ha saputo rispettare la scadenza (definita per legge a 48 ore dalla presentazione della richiesta) per la consegna dei certificati di iscrizione nelle liste elettorali al comitato promotore per il referendum per la legalizzazione della Cannabis: un’inadempienza che se protratta ulteriormente avrebbe messo concretamente a rischio di annullamento centinaia di migliaia di firme e potenzialmente sabotato complessivamente la raccolta firme.
Per fortuna, sia pure con ritardo, ci risulta che il comune di Carate ha poi provveduto a inoltrare i certificati elettorali.
È senz’altro vero che la lista di comuni inadempienti è lunga ma se da una parte crediamo di dover svolgere il nostro incarico sollecitando la giunta ad attivarsi affinché simili disguidi non si ripetano nuovamente qui, nel comune in cui abitiamo e in cui ricopriamo un ruolo istituzionale, dall’altra non possiamo fare a meno di sorprenderci per l’inefficienza dimostrata sovente dalla macchina comunale (come non ricordare il caso del referendum dell’anno scorso in cui ai seggi furono consegnate liste degli aventi diritto sbagliate) quando sui giornali questa maggioranza non fa che suonare le trombe per la grande efficienza che si ritiene di aver raggiunto."

Comunicazione Consiliare sull'esternalizzazione dell'Università della terza età

La nostra posizione, espressa dal nostro consigliere Federica Baio, sulla decisione dell'amministrazione di esternalizzare la gestione dell'università della terza età: 

"Ci ha colti di sorpresa la decisione dell’amministrazione di esternalizzare la gestione delle attività dell’Università per la Terza Età, che abbiamo saputo SOLO dai giornali.

MAI si era accennato prima a questo orientamento in nessuna sede istituzionale Consiglio o Commissione che sia, e non ne troviamo alcuna traccia neppure nel DUP.

Ricordiamo che questa gestione è sempre stata effettuata direttamente dal Settore servizi educativi/culturali/sport/tempo libero (e ora anche Ambiente …) del nostro Comune e che è sempre stata riconosciuta di grande qualità e molto apprezzata, al punto da attrarre numerose iscrizioni anche da fuori Comune.

L’U3, nata 30 anni fa dalle esigenze espresse dalla comunità caratese, ha svolto e svolge l’importante compito di favorire l’aggregazione degli utenti attraverso un coinvolgimento amichevole fra docenti e iscritti, ha lo scopo di ampliare e sviluppare le conoscenze e il dibatto critico su questioni e tematiche di ampio respiro e di organizzare incontri, visite culturali e viaggi.

Negli anni sono stati istituiti nuovi corsi (siamo passati da 10 a 50), sia teorici che pratici, in risposta alle richieste stesse dei corsisti.

Insomma, l’U3 è diventata nel tempo un vivo patrimonio dei caratesi.

Sono quindi numerose le nostre perplessità in merito a questa scelta amministrativa di cui non riusciamo a cogliere i potenziali vantaggi.

Innanzitutto ci piacerebbe capire meglio CHI garantirà adesso e per il futuro la qualità e la quantità del servizio e se ci sarà una qualche forma di coprogrammazione e coprogettazione tra l’Amministrazione Comunale e l’Organizzazione del terzo settore.

Sappiamo bene, infatti, che il Comune può svolgere le sue funzioni anche favorendo l’iniziativa dei cittadini, singoli o associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale sulla base del principio di sussidiarietà, principio che condividiamo nel modo più assoluto.

E’ però lecito chiedersi se, in questo caso, la scelta di demandare la gestione del servizio ad un’organizzazione del terzo settore non sia stata determinata piuttosto dalla necessità, o meglio dalla VOLONTA’ di sgravare l’Ufficio anche di questa ulteriore competenza, come si sta facendo a ripetizione in questi ultimi due anni.

Osserviamo infatti purtroppo che il Settore è stato progressivamente svuotato di tutta una serie di competenze sostanziali (dalla gestione del nido e della scuola infanzia, all’assistenza educativa per le relazioni sociali ora gestito di fatto dalla cooperativa sotto l’egida dei servizi sociali, passando per la nuova modalità di calcolo dei bollettini trasferita in capo al servizio economato).

Eppure, a fronte di questo importante “alleggerimento” di compiti, sempre in questi ultimi tempi, c’è stato un considerevole aumento del personale in questo Settore:

MA ALLORA con quali competenze e per quali finalità istituzionali?

A questo potremmo aggiungere altre osservazioni di dettaglio in merito all’avviso pubblico per l’individuazione dell’organizzazione del terzo settore a cui affidare lo svolgimento delle attività di Università per la Terza Età per il prossimo triennio.

Ci chiediamo per esempio:

- come sono state calcolate le spese per riscaldamento e utenze della nuova sede in Villa Cusani previste in € 16.000 cui l’OTS dovrà contribuire a partire dall’anno 2022/2023 in base al numero degli iscritti per un importo intorno a 12.000 euro?

- E se questi costi dovessero variare come ci si comporterà?

- Tutte le altre spese di gestione – docenti, libretti, assicurazioni, attrezzature, fotocopie, telefoni, pulizia e manutenzione saranno a carico dell’OTS quindi gli incassi andranno tutti al terzo settore?

- E chi incasserà le rette? Chi le definirà? Con quali criteri? In accordo con il Comune?

- Per il primo anno, poi, anno c.d. “di transizione” tutte le spese rimarranno a carico del Comune visto che il contributo a carico dell’OTS è previsto solo a partire dall’anno accademico 2022/2023? Ma come verrà regolato il rapporto tra Comune e OTS? E quando partiranno i corsi di quest’anno? ….)

Insomma restano aperte una serie questioni che avrebbero meritato e meritano ancora di essere quanto meno illustrate e discusse in sede di commissione.

Su questo cambio sostanziale della politica educativa caratese CHIEDIAMO quindi che si apra innanzitutto un dibattito non solo in Consiglio ma anche tra la cittadinanza perché, prima ancora di entrare nel merito di una valutazione che presumibilmente ci vedrà contrari, la mancata discussione rappresenterebbe un’ulteriore manchevolezza grave in termini di partecipazione.

Dopo più di tre anni in cui le forze politiche e la cittadinanza apprendono innanzitutto dai giornali e da facebook le scelte e le azioni di questa Amministrazione, nonostante i continui richiami da parte nostra, è necessario che non si dimentichi il dovere di INFORMAZIONE e PARTECIPAZIONE che OGNI Amministrazione Comunale ha nei confronti dei propri Cittadini, a partire da quelli eletti con cui si trovano a collaborare in Consiglio Comunale."

La maggioranza nega un diritto alle imprese Caratesi

LA MAGGIORANZA NEGA UN DIRITTO ALLE IMPRESE CARATESI: QUEST'ANNO NON POTRANNO SMALTIRE IN AUTONOMIA I PROPRI RIFIUTI.
 
Il Decreto Legislativo 116/2020, ha reso possibile per le aziende scegliere se avvalersi del servizio di raccolta rifiuti comunale o provvedere in autonomia allo smaltimento dei rifiuti (e di conseguenza non dover pagare la TARI corrispondente).
Ebbene, Mercoledì sera, la maggioranza ha scelto di rendere, per questo anno, impossibile questa scelta individuando l'ultima data utile per l'inoltro della richiesta proprio il 30 Giugno (ovvero lo stesso giorno in cui si svolgeva il consiglio comunale e in cui si integrava nel regolamento comunale quanto previsto nel D.Lgs 116/2020) e rifiutando persino un nostro emendamento che chiedeva di posticipare, esclusivamente per quest'anno, la data di scadenza di un mese.
 
Dopo la lunga perdita di tempo nell'approvare una riduzione della TARI alle attività colpite dalla crisi economica (rifiutandosi per altro di fornire rassicurazioni su semplicità del procedimento e di ulteriore impegno economico da parte del comune che integri i fondi arrivati dallo stato), un altro gravoso colpo alle attività economiche del nostro paese. Alla faccia dell'efficienza.

Mozione riduzione TARI bocciata: la maggioranza sceglie di fare il minimo indispensabile, obbligata dal governo e con fondi governativi, trascurando semplicità burocratica ed efficienza

Dopo averci negato la discussione della nostra mozione per la riduzione della TARI alle attività colpite dalla crisi sanitaria per DUE MESI, la maggioranza l'ha bocciata perché obsoleta. Una bella prova di ipocrisia, non c'è che dire!
Poco importa,poi, se ancora non c'è nessun provvedimento attuativo dell'intervento proposto ma solo la variante di bilancio che recepisce i fondi governativi.
 
Ma c’è di peggio: la mozione, infatti, chiedeva di attuare la riduzione alle attività nella MISURA MASSIMA consentita dalle norme e NELLE FORME TECNICHE PIÙ SEMPLICI possibili per i contribuenti e non si limitava quindi ad una semplice richiesta di impegno sulla questione. Infatti, come anche specificato nel Decreto del 25 Maggio, i comuni possono ricorrere a trasferimenti non utilizzati nel corso del 2020 e a fondi propri per attuare la riduzione: prendendo come riferimento l’avanzo di amministrazione (che l’anno scorso ha superato il milione), si può verificare che i fondi propri comunali non sono di certo in sofferenza e che dunque è tranquillamente possibile ricorrervi senza ulteriormente gravare sulla collettività cittadina. A fronte del durissimo anno trascorso, è prioritario che il comune non si limiti ad attuare un’iniziativa governativa bensì che esso agisca anche in prima persona, per garantire che le attività possano godere del massimo supporto economico possibile.

Inoltre l’anno scorso la riduzione alle utenze non domestiche fu attuata (e solo dopo una nostra lunga sollecitazione) in colpevole ritardo e con una forma tecnica particolarmente complessa per accedervi: semplificare, come da noi proposto, includendo la riduzione direttamente nella bolletta, comporterebbe un sicuro miglioramento dell’efficacia dell’intervento.
Dopo aver perso per due mesi l’occasione di rassicurare da subito le attività sulla volontà di intervenire sulla questione, la maggioranza ha ieri ulteriormente rimandato ogni impegno concreto sul tema rifiutando di assicurare da subito la maggior semplicità burocratica e le maggiori dimensioni possibili per la riduzione della TARI alle attività in difficoltà.

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